sabato 1 luglio 2017

Livity Rastafari, labbra pure e cuore nuovo



Nella Livity Rastafari viviamo una coesione-comunione con il Creatore che ricerchiamo durante tutta la nostra giornata e non soltanto durante un’ora di preghiera o di cerimonia.

Questa che può essere definita una maniera originale e naturale di fare esperienza del divino è ciò che spesso attira l’attenzione di chi osserva da fuori il Movimento, incuriosito da come sia possibile che l’essere umano possa ricercare (..e poi trovare) la connessione con la divinità ed aspirare ad una continuità.


Come la Bibbia insegna, la ricerca del contatto con il Signore è un esercizio ed una pratica che ricopre diversi aspetti della vita del fedele, proprio perché ogni fase della giornata è un’occasione per vivere la propria comunione con l’Altissimo. Infatti ogni momento, sia esso favorevole o sfavorevole, è un potenziale catalizzatore di preghiera, lode, meditazione così da rendere la nostra fede un’attività full time. Questa pratica di fede antica ed originale sembra purtroppo essersi persa nei modi di fare delle religioni di questo tempo che invece spesso spingono a relegare il momento di preghiera ad uno spazio e tempo ahimè sempre più codificato e ridotto.

In Rastafari Ian’I torna al futuro originario dell’esperienza uomo-Dio, quando EgIi camminava nello stesso giardino delle creature e queste potevano sentire la Sua voce e rispondere quando Lui parlava loro. Infatti nella Genesi l’uomo conversa con Dio, ha il privilegio di poter sentire e replicare alla Sua voce. E soprattutto è perfettamente consapevole in ogni istante della presenza del Creatore e che ogni cosa visibile ed invisibile intorno a lui, provenga da Dio. Questo è più di una fede o di un credo, è infatti una vera e propria esperienza di vita, un modo di vivere incentrato sulla ricerca del  Creatore e della condivisione con Lui della propria vita.


Per far sì che questa pratica abbia successo, il rapporto con Dio è per Ian’I un continuo ricordare la Sua presenza, o spesso riconoscere la Sua presenza nella manifestazioni degli eventi della vita. Questo avviene intimamente tramite la voce del nostro cuore oppure attraverso le nostre labbra, che si aprono e chiudono nella lode, conversazione o richiesta a Dio.

Le labbra sono uno strumento importantissimo nella pratica spirituale Biblica, così come nelle altre correnti mistiche del Globo.  Citate più e più volte nella Bibbia, esse sono la porta attraverso cui si esprime il cuore, attraverso la nostra bocca infatti noi manifestiamo i pensieri dello spirito che diventano concreti e reali acquistando suono e diventando così una dichiarazione, una posizione. Infatti le labbra sono al servizio  del cuore, buono o cattivo che esso sia, esse esprimono l’intento e la manifestazione d’animo dell’individuo. Attraverso la parola delle labbra si può amare, aiutare così come insultare e ferire. Con le labbra si comunica, ci si istruisce, si loda e si rinnega. Esse rappresentano lo strumento attraverso cui l’uomo manifesta il suo modo di vivere.

Nella Livity Rastafari usiamo le labbra per la continua edificazione del Regno di Dio, attraverso esse portiamo il messaggio, motiviamo noi stessi e gli altri, proferiamo parole di conforto e prima ancora invochiamo il Nome del Re dei Re Haile Selassie Primo, proprio perché chiamando il Suo nome riceviamo il Suo spirito.
 Attraverso le labbra si manifesta la salvezza, dell’individuo e delle genti. È scritto infatti: “allora io darò ai popoli un labbro puro perchè invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo” (Sof. 3,9). Ecco che il resto d’Israele userà le sue labbra per indicare alle genti qual è il Regno del Creatore e dove cercarlo. 

Nella tradizione Rastafari la lode e la presenza di Dio in mezzo ad Ian’I viene espressa attraverso l’uso corretto delle labbra e della parole, è una palestra che il giovane fedele inizia praticare per allenare il suoi modo di parlare ed esprimersi. Uno dei doni dello Spirito dell’Altissimo è infatti ricevere labbra nuove così come un cuore nuovo (Ez 36, 26), questi dimoreranno in un uomo nuovo per creare la Nuova Creazione che si manifesterà attraverso le parole e le mani del Messia tornato nei Suoi caratteri regali per regnare con i Suoi. Ecco che Ian’I Rastafari è questo popolo, e di questo dobbiamo esserne profondamente consapevoli. Con le nostre labbra quindi dobbiamo esprimere lode e continua ricerca del Creatore, dobbiamo tenerci svegli dal sonno di babilonia e lavorare perché le nostre parole possano essere strumento di amore e non polvere al vento.
Sulla bocca di Ian’I Rastafari è continuamente presente il Suo Nome e la Sua grandezza proprio perché per mezzi del Rei dei Re possiamo  offrire continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il Suo nome » (Ebr 13, 15).
Selah 

sabato 17 giugno 2017

Azione e movimento nella Livity Rastafari



Viviamo in un tempo di incertezza, di grandi cambiamenti a cui l’essere umano non riesce ad adeguarsi. Queste mutazioni ed evoluzioni si manifestano dentro e fuori di noi.
L’epoca corre ed il tempo è impossibile da fermare, è un disegno che cresce e cambia di giorno in giorno.
Gli ochhi dell’uomo moderno devono vedere cose che il passato non avrebbe neanche immaginato, nel bene e nel male.
Il sentimento che prevale spesso nelle conversazioni delle persone è il non essere preparati a quello che sta accadendo.

Ecco Haile Selassie The First ci dice che la cosa migliore da fare per superare le ardue prove di questa vita è essere “spiritualmente preparati” ovvero riuscire a trovare la disposizione di cuore, mente e corpo che possa permetterci di applicare ad ogni circostanza un’adeguata reazione da parte nostra per non restare sconvolti ed immobili.
 Quindi essere preparati significa reagire, manifestare una posizione di fronte alle sfide e alle problematiche dell’esistenza.
La Livity Rastafari ci offre molto in merito. Essa infatti è, anche in questo caso, la strada da seguire affinchè possiamo esprimere le nostre migliori potenzialità in ogni occasione.

La Livity Rastafari è la condotta di vita divina che il Creatore ci ha trasmesso attraverso l’ispirazione degli Anziani e dei Patriarchi e Matriarche della fede che sono stati contenitori dello Spirito. Questi Elders sono stati a loro volta catalizzatorti di un’azione, di un cambiamento. Infatti hanno prodotto la linee guida su cui si basa il Movimento Rastafari creando così una nuova generazione, il nuovo popolo di cui parlano le Scritture.
Quindi vediamo chiaramente che il seme posto in loro ha germogliato ed è diventato un frutto universale.
Questa è azione.
Questo è movimento.
La Livity Rastafari è infatti un’azione. Ovvero un cammino spirituale e non un credo da seguire cecamente ed in modo statico. La Livity è dinamica e continuamente in moto, sebbene sia ferma e solida in la sua essenza spirituale è dall’inizio dei tempi. La Livity si esprime nella vita e nelle azioni quotidiane, ecco perché non è una religione o un credo ma una via di vita, un modo di esistere.

Le Sacre Scritture ci dicono chiaramente che la prima cosa da fare è di “preparare la nostra mente all’azione” (Pt 1, 13) e questo è un fantastico e meraviglioso insegnamento che ha tanto da trasmetterci ed è capace di rivoluzionare le nostre vite.
Ma cosa significa esattamente “preparare le nostre menti all’azione”?
L’inizio di ogni percorso è l’intenzione di intrapredndere il primo passo. Quabdo ci incamminiamo verso una meta, decidiamo dentro di noi che quella sarà la nostra azione che ci permetterà di raggiungere quel luogo, vicino o lontano che esso sia.
La prima cosa è la consapevolezza di volersi mettere in movimento. La stessa cosa nella Livity Rastafari. Il primo grande esercizio è ingfatti preparare la nostra mente al movimento e all’azione, visualizzando questi attraverso l’esempio del Re dei Re e dei fratelli e delle sorelle più grandi che ci mostrano la via da seguire.
Allora sapremo che nella nostre vite dovremo lavorare per raggiungere quel livello, per poter essere più simili al modello che ci prospettiamo. Questo modello non è una semplice immagine da voler imitare ma  piuttosto un livello di vita differente a quello in cui siamo e che è capace di offrirci tanta gioia, dolcezza, forza e luminosità. Anche se infatti non dimoriamo pieneìamente in quel livello, percepiamo queste qualità che da esso emanano e desideriamo con tutte le nostre energie di viverle a pieno, tutto ciò che vogliamo e che chiediamo è di essere immersi nella consapevolezza, nella forza e nella grazia che quello stato di vita ci trasmette.
Allora decidiamo “nel nostro cuore il santo viaggio” (Sal 84) e incominciamo a percorrere la strada dell' Onnipotente che i nostri Elders ci hanno indicato come via per la salvezza. Da quel momento siamo in azione, o meglio Ian’I diventa azione.  Un’azione umana e divina allo stesso tempo, cerchiamo la strada per essere un concentrato di spirito e corpo che agiscono in armonia ed intesa manifestando una realtà più grande di noi, ovvero il Regno di Dio.

Preparare la nostra mente all’azione significa avviare un lavoro incessante e costante su noi stessi. Chiunque voglia intraprendere una via spirituale deve lavorare su se stesso giorno e notte, imparare l’arte di conoscersi, studiarsi, correggersi e allenarsi in quella che è una palestra spirituale dove solleviamo pesi ogni giorno per diventare forti per l’eternità. Seguiendo l’esempio di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie Primo diventeremo azione che agisce, creazione che crea, vita che genera vita. Vittoria che vince, in cielo ed in terra. L’azione ci salverà.
Il moviemento ci vivificherà.

Infatti l’opposto dell’azione è l’inattività, l’inerzia, la stagnazione. Queste sono la condanna ed il vero inferno quotidiano in cui l’essere umano può cadere. Mantre l’azione vivifica, l’inattività lentamente ci spegne succhiandoci la linfa vitale ed energetica che è l’espressione del Creatore nel nostro corpo/tempio. Quindi l’inattività ci allontana dal Creatore e ci sottrae lentamente la vita. Rastafari è in movimento costante, la nostra vita è un continuo agire, il livello di realtà in cui dimoriamo è totalmente opposto a quello a cui babylon ci aveva abituati, infatti Ian’I è vivente, mentre babylon è semplicemente esistente, Ian’I ha una vita che pulsa e che genera frutti, babylon è un sistema che invece è degrado della vita, Ian’I procede verso una crescita ed un miglioramento mentre babylon agisce in involuzione, mentre Ian’I lavora per splendere sempre più luminosi, babylon si spegne ogni giorno di più.
È un obbligo ed un comando infatti restare in movimento ed in lavoro, non a caso i primi due comandamenti che il Signore ci presenta sono entrambi atti creativi: procreare e lavorare (Gen 1,28). Entrambe sono attività che portano ad un risultato meraviglioso ed etrambe manifestano il Creatore, infatti la procreazione fà sì che la terra si popoli di individui a Sua immagine e somiglianza ed il lavoro costruisce il Regno di Dio.
La Livity Rastafari è quindi continuo operato, Ian’I deve sempre restare in azione, sia che essa sia fisica, sia meditativa o contemplativa, Ian’I deve essere sveglio dal sonno della mente e risvegliarsi alla luce della strada del Padre. Ian’I deve combattere babylon con l’azione e non farsi bloccare da essa.
La vita Rastafari è ricca perché è in azione, chi invece dimora nel grigio assopimento è povero ed infelice. Quando possediamo l’azione divina dentro e fuori di noi, allora abbiamo la ricchezza più grande e non necessitiamo più di nulla. Ci chiediamo il perché?  Perché il miracolo più dolce è che Le Scritture ci insegnano che l’azione produce la grazia e questa è il grande dono che il Creatore ci estende. Quale cosa fantastica infatti sapere che l’azione produce la grazia.
Questo significa che ci è concessoun modo per conquistarci la grazia che è il gusto più dolce che l’esistenza ci permette di assaporare. Quando non siamo in azione non possiamo gustare questo sapore e dimoriamo nella continua mancanza ed insoddisfazione, mentre invece quando agiamo secondo la strada divina allora iniziamo a sentire il gusto vero che la Creazione e la vita hanno, iniziamo a dimorare lentamente nelle tende dell’Altissimo.

Questo è un obiettiovo che dobbbiamo guadagnarci, la Livity Rastafari insegna che la Salvezza deve essere guadagnata qui in terra attraverso l’azione unita alla fede.
È un movimento costante, che sottrae terreno alle tenebre e lo concede al Regno luminoso del Re di Re. “Keep on moving” deve essere l’imperativo, anche stando immobili, anche reestando fermi, la nostra mente deve sempre essere sveglia e concentrata verso la meta che abbiamo, ovvero “abitare nella casa dell’Onnipotente per lunghissimi anni”.
Selah

sabato 20 maggio 2017

La Nuova Creazione nella dottrina Rastafari



Spesso sentiamo parlare di Nuova Creazione e di nuovi cieli e terra nuova.
Troviamo questi concetti nelle Sacre Scritture e sono parte integrante della Rivelazione Rastafari. Negli ultimi giorni infatti, ci dice la Bibbia, l’umanità avrebbe assistito al rinnovamento di questa Creazione instaurando definitivamente Cieli Nuovi e nuova Terra.
Questi passi incuriosiscono da duemila anni fedeli e studiosi che cercano di capire quale sia il vero significato di queste parole.
La prima interpretazione che spesso si dà e quella più catastrofica e apocalittica in cui si crede che il Signore ad un certo punto distruggerà tutto questo mondo e ne scenderà uno nuovo dal cielo. 
Presi dal timore e dallo sconforto molti hanno anche abbandonato la fede incapaci di comprendere come sia possibile che il Signore, Dio dell’amore, ad un certo punto distrugga questa Sua perfetta opera che è la Creazione del Mondo e dell’universo. Scenari da film di Hollywood allora si ripetono nelle nostre teste rendendo sempre più incomprensibile come sia possibile che il Padre, Creatore buono ed imparziale, arrivi ad un certo punto ad annientare quasi per intero l’umanità e quanto la contiene.
Forse queste immagini di castigo universale hanno fatto comodo a slave masters e predicatori di odio in passato affinchè potessero soggiogare le menti e le vite dei poveri fedeli ai quali non era permesso leggere la Bibbia con altra interpretazione se non quella trasmessa loro dai sacerdoti di Roma. 

In effetti è vero che nelle Scritture il Signore si manifesta con segni anche catastrofici, pensiamo al diluvio universale ed altre azioni punitive che Egli compie contro gli empi della terra, è vero che la presenza di Dio si rivela anche attraverso le forze della natura quali piogge distruttive, terremoti, fuoco ecc.. ma la Rivelazione Rastafari scende più in profondità e no si accontenta di interpretare la venuta della Nuova Creazione come un nuovo mondo che discende dopo che quello vecchio è stato distrutto e non si sa dove sia andato a finire.
La Livity Rastafari è infatti un modo di vivere spiritualmente connesso al Creatore e alle Sue leggi che si manifesta nelle azioni quotidiane del fedele proprio perché è nelle azioni che si riconosce la fede e l’ortoprassia, ovvero la retta condotta vitale che è l’obiettivo e la pratica del Rastaman.
Essendo la Livity una manifestazione dello spirito nel modo di vivere allora dobbiamo interpretare le realtà spirituali come connesse al modo di vivere e non distaccate come delle storie mitologiche. Tutta la Bibbia infatti ha un preciso rimando nella realtà del credente, essa non è solo un libro di preghiere o un libro cosmologico, ma può essere visto anche come un libro di istruzioni su come vivere questo passaggio che gli esseri umani devono compiere sul pianeta terra.
L’applicazione dei suoi principi è ben mirata ed immediata, si manifesta nel qui ed ora.

Interpretando allora la Nuova Creazione non possiamo certo accontentarci di vederla come un qualcosa che forse avverrà un giorno che speriamo sia il più possibile lontano da noi in quanto non vorremmo mai assistere a quella catastrofe globale che si prospetta come la fine del mondo. Non possiamo essere soddisfatti di lasciare da parte quello che forse è uno dei cardini fondamentali della dottrina biblica nel Vecchio e Nuovo Testamento, quella che è la promessa di salvezza fatta al genere umano dai profeti e dal Messia, e che è l’obiettivo forse del disegno divino prima ancora che il genere umano fosse stato creato.
Il giudizio dell’Onnipotente sicuramente non è una passeggiata e non sto cercando di andare contro il concetto di “Judgeman” o dire che questo non esista o che il Giudizio Finale non avverrà. È mia intenzione invece “srotolare” questo principio di rinnovamento escatologico per trovarne l’applicazione ed il senso concreto nella vita dell’uomo affinchè possiamo trarne insegnamento ora e non guardare ad esso come una proiezione (spesso fantastica) che avverrà forse tra migliaia di anni. Se infatti allontaniamo da noi questo principio allora diminuiamo il potere della Livity e la Bibbia stessa rischia di diventare un semplice libro astratto e distaccato dalla realtà. 
È proprio per la sua potenza che il concetto di Nuova Creazione è stato rilegato nei secoli ad un capitolo oscuro ed incomprensibile che spaventa il fedele che non riesce a comprenderlo.
Questo è avvenuto perché se l’uomo comprende il rinnovamento che implica la Nuova Creazione allora egli scopre un potenziale liberatorio che lo rende illimitato, illuminato e soprattutto consapevolmente libero. Esattamente ciò che babylon non vuole.
Il tema che sto trattando è molto articolato e questa meditazione non può certo esaurire l’argomento ma vuole essere un’introduzione a prossimi lavori che approfondiranno questo argomento così centrale nella nostra Livity.
Sappiamo che il Creatore è l’artefice di questo mondo e questo universo che è stato fatto in sette giorni agli inizi dei tempi. Ecco ci viene poi detto che questo mondo è destinato a dissolversi e a sparire (1 Cor 7, 31; Ebr 1, 11; Apoc 6,12 ss; 20, 11) e non riusciamo a spiegarci il perché di questo fatto.
Cosa significa che verranno “nuovi cieli e terra nuova” (Apoc. 21-22)?
Il significato è sia storico che mistico-spirituale.
La Nuova Creazione  si instaura con la venuta del Cristo in quanto Egli è il nuovo uomo, l’archetipo che contiene divino ed umano in perfetta misura, Egli è il Figlio di Dio che rende tutti gli uomini figli di Dio elevandoli, se essi seguiranno la Sua strada ed i Suoi insegnamenti, al quel modello originario di uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio.
Questo implica quindi un rinnovamento del genere umano che torna alla sua condizione originale di vicinanza e comunione con Dio, questo rinnovamento avviene attraverso la persona del Cristo nelle Sue due venute su questa terra.  L’uomo infatti seguendo la via manifestata dal Messia diventa in Cristo “ nuova creatura “ (Gal 6, 15): in lui l'essere vecchio è sparito, un essere nuovo è presente (2 Cor 5,17).
Infatti Iyasos Krestos duemila anni fa ci ha indicato la nuova via verso il Regno dei Cieli perchè potessimo rinnovare i nostri spiriti, le nostre preghiere e tuita la nostra energia vitale nella nuova Rivelazione che Egli stesso trasmise. Iyasos Krestos ci ha mostrato il compimento della Legge e dei profeti che Egli, secondo le Sue parole,  viene per completare e rinnovare e non per abolire.
Egli che è il supremo Maestro ci insegna la suprema dottrina essendo il Messia, l’immagine di Melchizedek sacerdote per sempre. La via indicataci da Iyasos Krestos ha relmente rinnovato l’umanità e ha reso la vita umana un perenne cammino verso la comunione con Dio e la Sua gloria, una pratica di vita attiva e partecipe piuttosto che una cieca sottomissione a Dio che altre tradizioni invece ci presentano. 


Tutto questo ha una fantastica potenza ma non era abbastanza.

La missione di Iyasos Krestos non completa il piano divino previsto per il Messia ed infatti il Nazareno ci dice che sarebbe dovuto ritornare quando i tempi sarebbero stati pronti per terminare la Sua opera.
Questo implica infatti che non aveva completato il suo lavoro, non perché non ne fosse stato capace ma perché erano necessari duemila anni di storia umana per poter far maturare il frutto che Egli stesso aveva fatto sbocciare, ovvero la salvezza del genere umano attraverso le proprie azioni.
Ecco che Ian’I Rastafari annuncia Haile Selassie Primo come il Cristo ritornato nei Suoi Caratteri Regali, il Messia di Davide che viene per compiere la missione iniziata a Betlemme duemila anni prima.
E questa è una condizione essenziale per comprendere tutta la Bibbia e tutto il principio della Nuova Creazione.
Infatti il disegno di Dio è di ricondurre tutte le cose sotto un solo capo, Cristo (Ef 1, 10), ma questo Cristo di cui si parla non poteva essere Iyasos in quanto doveva essere un capo di popoli, un vero e proprio regnante con la capacità di governare e così modellare le sorti dell’umanità.  In Lui doveva riconciliare tutte le cose con se stesso (2 Cor 5, 18 s; Col 1, 20). Questo è un aspetto cruciale in quanto significa che il Cristo avrebbe dovuto ri-armonizzare le cose (eventi storici, principi morali, sociali ecc ecc) in accordo con la Sua persona divina così da rendere sante tutte le cose. Non è forse questo ciò che troviamo nell’operato di Haile Selassie Primo che si impegna per rinnovare un Paese, un Continente e poi il mondo stesso attraverso un modo d’agire così nuovo ed ispirato che ha la capacità di rinnovare gli eventi e modellare l’inizio di una nuova epoca.

Il Messia regale ricrea tutte le cose del mondo compiendole in maniera santa e divina, in questo modo automaticamente distrugge il vecchio modo di comportarsi ed instaura un nuovo modo di vivere ovvero una Nuova Creazione.
Pensiamo infatti a tutte le modifiche e rivoluzioni che Haile Selassie ha esercitato a livello locale ed internazionale, e osserviamo la Sua eredità che Ian’I Rastafari viviamo e portiamo avanti  e comprenderemo cosa significa un rinnovamento radicale.
Il Messia non distrugge le cose mondo ma le rende vive eliminando da esse la malvagità, la corruzione, l’immoralità così naturalmente il vecchio mondo scompare lasciando spazio al nuovo.  Così facendo Egli mostra la via di salvezza per vivere questa vita, ecco che Creazione e redenzione si congiungono: noi siamo “l'opera di Dio, creata in Cristo in vista delle buone opere” (Ef 2, 10).
Questo processo poteva avvenire soltanto attraverso un Capo (Ras).
Se meditiamo sulla connessione tra Adamo ed Haile Selassie infatti vediamo che alle origini Dio aveva fatto di Adamo il capo della sua razza, e gli aveva affidato il mondo affinché lo dominasse.
Alla fine dei tempi il Figlio di Dio fatto uomo è entrato nella storia come il nuovo Adamo (1 Cor 15, 21. 45; Rom 5, 12. 18) e a Lui è affidato il popolo di Dio affinchè possa manifestarsi quella Nuova Gerusalemme che non scenderà scenograficamente dal cielo ma che sarà così nuova, così giusta ed ispirata che gli uomini non la riconosceranno come cosa umana ma in effetti divina.

Quindi Dio ha stabilito il Leone di Judah come l’erede di tutte le cose (Ebr 1, 2; 2, 6-9), in modo che tutto deve essere instaurato in Cristo, sia gli esseri celesti che i terrestri (Ef1, 10).
Anche iu libri di storia lo confermano. Il Re giusto ha infatti iniziato una nuova epoca sconfiggendo il Fascismo ed instaurando il Governo incentrato sul benessere e sull’ amore degli esseri umani.
Le scritture confermano ciò infatti quando gli apostoli chiedono al Messia: “Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo” (Mt 24,3)”.
Ma la traduzione e l’interpretazione che si è data a questo passo ha portato generazioni e generazioni in inganno distogliendo l’insegnamento originario di questo verso così importante e rivelatore.
Infatti sembra molto strano che gli apostoli chiedano al Maestro quando arriverà la fine del mondo sapendo essi infatti che questa eternità è per sempre..come può finire l’eternità? Rastafari viene per portare luce su questo dilemma: il problema è la traduzione.
Con la parola “mondo”  si è tradotto il vocabolo greco “aion” che sta a significare “epoca, era”! Infatti i discepoli non chiedono quando sarà la fine del mondo ma quando terminerà la vecchia epoca ed inizierà quella nuova, quando inizierà l’era del bene al posto di quella del male. Ovvero quando incomincerà il tempo in cui il Re Messia governerà nella Nuova Creazione avendo sconfitto il male ed incominciato a regnare secondo i termini di Dio e non quelli del mondo.
Questo è il senso che ci fa quindi capire il nostro destino e perché infatti Iyasos Krestos risponde descrivendo guerre e rumori di guerre, lotte fra uomini e grande tribolazione che possiamo benissimo accostare alla desolazione che avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale quando il nazifascismo tentò di spodestare il Messia dal Suo trono per instaurare un nuovo Impero Romano.. e guarda caso era proprio sotto l’oppressione ingiusta dell’Impero romano che i discepoli propopsero al Maestro quella domanda essendo infatti quel governo il simbolo della dominazione pagana e quindi negativa, opposta al governo di Dio.
Vincendo il male (nazifascismo) che il Re stesso definisce il “nemico antico” come riportato dall’Apocalisse, Haile Selassie Primo instaura l’inizio della Nuova Epoca che è allo stesso tempo la Nuova Creazione e l’inizio dell’ epoca del Giudizio contemporaneamente.
Infatti manifestando il bene automaticamente il male viene giudicato e smascherato.

Haile SElassie Primo infatti ha la pienezza dello spirito e così può infondere rinnovamento nel genere umano. Ecco la Nuova Creazione che avviene attraverso ogni uomo ed ogni donna vivente che camminano lungo la Via di Dio. Ian’I Rastafari infatti deve vivere nella consapevolezza che ogni aspetto di questa vita umana può diventare nuovo ( e bello) se affrontato secondo i principi della Livity. Attraverso il comportamento di Ian’I e la nostra percezione rinnoviamo gli eventi di questa Creazione rendendola qualcosa mai visto prima, una dimensione non lontana ma che risiede in questa stessa realtà ma che iniziamo a vedere e vivere soltanto se camminiamo lungo la via del risveglio spirituale.
Se così faremo allora veramente i cieli e la terra non ci sembreranno essere più quelli di prima ma avranno un colore ed un profumo nuovo che ci infonderà desiderio di vita e di benessere.
Vivremo nella nuova città del grande sovrano che ha instaurato un regno nuovo che dura per sempre, le persone osserveranno le nostre azioni e non capiranno da quale luogo o paese veniamo perchè la nostra tradizione non appartiene semplicemente a questa terra ma alla corrente di vita che pervade l’universo dalla Genesi fino ad ora. In Haile Selassie Primo ritroviamo il contatto con la nostra vera natura che è “maestosa” proprio sul modello della Sua, questo  non è per vanto o per vanagloria ma perché la natura originaria dell’essere umano è nella Maestà della vita, così come la natura originaria della Creazione è nella Maestà della vita divina che in essa scorre.
Selah